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11 domande da fare a un colloquio di lavoro

Nella maggior parte dei colloqui di lavoro, dopo aver posto al candidato tutte le domande del caso, prima di concludere il selezionatore di solito chiede: «E lei ha qualche domanda da farmi?» Per il candidato, questa domanda è una grande opportunità per fare buona impressione. È importante quindi fare la domanda giusta.

Dave Kerpen, Ceo di Likeable Local e autore del libro Likeable Social Media, ha chiesto ai suoi colleghi dello Young Entrepreneur Council (YEC) quali fossero le domande poste dai candidati che più li avevano colpiti e le ha pubblicate su LinkedIn. La sua è: «Quali contributi porterà il mio lavoro alla mission dell’organizzazione?». Ecco le altre:

1. Quali nuove competenze potrò acquisire lavorando qui? (Brian Honigman, Ceo di Honigman Media

Questa domanda ha più significati particolarmente positivi: significa che il candidato sa di non sapere già tutto, e questo è segno di umiltà e potenziale; dimostra di cercare attivamente opportunità per imparare, e questo diventa un criterio per giudicare le offerte che gli vengono proposte; inoltre, con questa domanda, riconosce implicitamente che le competenze sono importanti quanto la conoscenza teorica.

2. Secondo lei come si evolverà questa posizione nei prossimi tre anni? (Jared Brown, Co-Founder di Hubstaff)

Se il candidato pone questa domanda significa che sta cercando una posizione a lungo termine in cui crescere. Si dimostra interessato alla propria crescita professionale e attento ad accettare solo le offerte di aziende che gli garantiscono questa crescita.

3. C’è qualcosa che potrei aiutarla a chiarire, che potrebbe facilitare la mia assunzione? (Dan Pickett, Co-Founder di Launch Academy)

Alla Launch Academy, insegniamo sempre ai laureandi a fare questa domanda alla fine di un colloquio. Dimostra che si è desiderosi di avere il lavoro, attenti al feedback, sicuri delle proprie abilità e in grado di risolvere le incertezze.

4. Come potremmo attuare l’idea X se si verificasse lo scenario Y? (AJ Shankar, Ceo di Everlaw Inc.)

Adoro quando un candidato per una posizione da ingegnere fa una domanda su un modello di business o quando un candidato a un ruolo di marketing chiede del nostro processo di sviluppo. In una piccola azienda, il pensiero olistico è essenziale per avere un prodotto di successo. Bisogna combinare i bisogni del business con l’esperienza tecnica e le persone interessate a entrambe le aree sono quelle che più spesso trovano soluzioni creative.

5. Se potesse migliorare un aspetto dell’azienda, quale sarebbe? (Peter Minton, Founder e Presidente di Minton Law Group)

Chiedendo in che cosa l’azienda potrebbe migliorare, il candidato non solo stabilisce che il colloquio è una strada a doppio senso ma può anche ottenere delle informazioni importanti per prendere la sua decisione. E anche una risposta non chiara può essere un’informazione…

6. Qual è la parte più frustrante del lavorare qui? (Avery Fisher, Presidente di Remedify)

Questa e altre domande coraggiose richiedono una risposta ben pensata. Noi incoraggiamo domande e risposte di questo tipo. Chi le sa fare durante un colloquio probabilmente le saprà fare anche ai clienti. E ogni giorno abbiamo bisogno di rivolgerci in modo coraggioso, a volte scomodo, ai clienti.

7. Chi è il vostro candidato ideale e che cosa potrei fare per essere più simile a lui? (Phil Laboon, Presidente di Eyeflow Internet Marketing)

Che lo ammetta o no, ogni Ceo ha in mente il proprio candidato ideale per la posizione offerta. Se un impiegato pone questa domanda o una domanda simile durante il colloquio, dimostra di essere veramente interessato al lavoro e di essere disposto a fare di tutto per diventare il miglior impiegato possibile.

8. Lei come ha iniziato? (Jayna Cooke, Ceo di EVENTup)

Quando un candidato mi pone questa domanda si dimostra interessato al mio passato e a quello che ho realizzato finora. Cerchiamo collaboratori che credano in noi e nelle nostre idee, quindi è importante assumere persone che condividano la nostra visione.

9. Che cosa frena l’azienda? (Sathvik Tantry, Co-Founder e Ceo di FormSwift)

Ogni azienda deve affrontare delle situazioni che le impediscono di sfruttare il loro massimo potenziale. Un buon impiegato sa identificare questi problemi, sviluppare un piano per risolverli e metterlo in atto nella strategia. Un buon candidato farà tutto il possibile per cominciare a identificare questi problemi ancor prima di ricevere l’offerta.

10. Che cosa la tiene sveglio la notte? (Kofi Kankam, Ceo di Admit.me)

Questa domanda dimostra che il candidato condivide la nostra cultura, che ci porta ad affrontare di continuo nuove sfide, e contemporaneamente capisce che non abbiamo mai un momento di pausa, essendo una startup. Quando un candidato mostra di possedere una sensibilità così simile alla nostra, è un fatto positivo.

11. Quali sono le sue riserve su di me riguardo a questo lavoro? (John Berkowitz, Co-founder e Cro di Yodle)

Questa domanda dimostra che il candidato ha pensato molto al lavoro offerto e che ci tiene davvero a ottenere il posto e a eccellere in caso entrasse a far parte del team. È anche brillante perché permette di parlare chiaramente dei dubbi davanti alla persona.

Redazione

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