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Martin Cathrae, Phone Talkin, Flickr/CC

L'ANGOLO DEL CACCIATORE DI TESTE

Che cosa fare quando vi contatta un cacciatore di teste

Come avviene il primo contatto con un consulente di executive search e come va affrontata questa fase per avere più probabilità di arrivare a un colloquio?

La prima volta che vi capita di essere contattati non parlerete direttamente con il consulente ma con lei, una dolce e suadente figura femminile che vi ha trovato sul posto di lavoro, e pretende di sapere molte cose su di voi al telefono. La ricercatrice è persona estremamente professionale e preparata e sa che tipo di manager si sta cercando. Si muove sulla base di un brainstorming e di un briefing fatto dal consulente e che riflette quanto concordato con il cliente. Però noterete che mentre lei vuole sapere tutto di voi vi dirà poco o nulla sulla ricerca in corso, per motivi di confidenzialità e perchè il resto vi verrà raccontato dal consulente – se e quando lo incontrerete. La ricercatrice vi racconterà tutto ciò che è stata autorizzata a raccontare; è inutile porle domande imbarazzanti, alle quali non sa o non può rispondere.

Se state parlando con una società di executive search seria e conosciuta, quanto racconterete sarà trattato con la massima riservatezza e se siete un candidato potenzialmente interessante (in base allo screening telefonico) e interessato arriverete al colloquio con il consulente. La riservatezza deve valere anche per voi: non andate a raccontare in giro che «vi è stato offerto un posto»: caso mai avete solo ricevuto una telefonata da una società di consulenza che voleva capire se possedete alcuni requisiti di base per accedere a un colloquio successivo.

Se la telefonata non ha alcun seguito non preoccupatevi più di tanto: il consulente non è interessato ad esprimere un giudizio su di voi in assoluto e tantomeno telefonico: ha solo deciso che nelle circostanze (che lui conosce e voi no) non è il caso di proseguire. Sarà per un’altra volta ed è tanto più probabile che ci sia un’altra volta quanto più siete disponibile e collaborativo con la società di consulenza. I consulenti possono avere altre occasioni per ricontattarvi e offrirvi l’opportunità giusta; conviene starli a sentire con la massima disponibilità, aiutarli a capire le problematiche del settore o della funzione e magari offrire delle idee costruttive per la ricerca, anche se stavolta non vi interessa o non siete il candidato adatto.

Ma non pensate di avere un credito per aver dato suggerimenti ed evitate di segnalare al consulente candidati non richiesti, perchè gli fate solo perdere tempo (è un professionista e il suo tempo è pagato dall’azienda cliente); lasciate al consulente la libertà di decidere chi contattare e non lo costringete ad incontare per forza nè voi nè vostri amici, potreste ottenere un cortese ma fermo rifiuto.

Vito Gioia

Vito Gioia è il fondatore/presidente di Asa, Mcs e Ascons, gruppo di società di consulenza, specializzate nella ricerca selezione e valorizzazione delle risorse umane e non umane. Dopo gli studi in ragioneria ed economia e commercio continua ad accrescere le proprie conoscenze con la Ruder & Finn, agenzia multinazionale di public relations, ma la formazione economica lo dirotta verso il mondo dei numeri, alla Price Waterhouse Audit. Da “revisore ottimista e pentito”, convinto che siano le persone a fare i numeri e non viceversa, si fa poi trasferire al Management Consulting, dove crea la Divisione risorse umane. Approda nell’executive search con Carrè Orban e TASA, con il ruolo di amministratore delegato e board member worldwide. Ha pubblicato Come farsi cacciare dai cacciatori di teste, Il colloquio di lavoro, È facile trovare un lavoro se hai voglia di lavorare, Smile manager, La ricerca di Top manager.

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