uova di cigno

Il cigno nero

Il cigno nero. Come l'improbabile governa la nostra vita Book Cover Il cigno nero. Come l'improbabile governa la nostra vita
Nassim N. Taleb
Il Saggiatore
2009
379
Questo libro è stato scritto nel 2007 e ha avuto la fortuna (per l’autore…, la sfortuna per noi) di vedersi concretizzato nella realtà. Taleb è un filosofo-trader che ha scritto un bel libro sull’imprevedibilità del futuro. Ciò che definisce “Cigno Nero” (lo definisce così per via del fatto che per molti anni tutti erano convinti che tutti i cigni fossero bianchi finché non sono stati scoperti dei cigni neri in Australia) è l’evento imprevisto, discontinuo, che spariglia e sconvolge la linearità della storia. Essendo un trader di professione Taleb presenta molti casi di discontinuità nei mercati finanziari che non sono stati affatto previsti dai sedicenti guru dell’economia. In un momento di forte crisi finanziaria (assolutamente non prevista pochi mesi prima), la lettura del libro acquista un ulteriore valore perché molte delle situazioni di rischio che l’autore descrive si sono concretizzate negli ultimi mesi. Solo per citare un esempio che potrebbe invogliare alla lettura del libro, a pagina 239 in una nota, Taleb scrive:

Come se non avessimo già abbastanza guai, le banche oggi sono molto più vulnerabili al Cigno Nero e alla fallacia ludica, con il loro staff di “scienziati” che si prendono cura dei rischi. Il gigante J.P. Morgan ha messo in pericolo il mondo intero introducendo negli anni novanta il Riskmetrics, un metodo fasullo per gestire i rischi delle persone, che provoca l’uso generalizzato della fallacia ludica (…). Allo stesso modo la Federal National Mortgage Association, ente governativo noto come Fannie Mae, in fatto di rischi sembra essere su un barile di dinamite, vulnerabile al minimo sobbalzo. Ma niente paura: il suo staff di scienziati reputa questi eventi “improbabili.”

Leggere ora queste affermazione scritte nel 2007 fa venire la pelle d’oca. Fanny Mae  è arrivata al quinto rosso trimestrale consecutivo ed è stata pochi mesi fa salvata dal Governo americano con l’acquisto di oltre un miliardo di dollari di azioni e una copertura per oltre 100 miliardi di dollari.

Il libro attacca frontalmente qualunque modello previsionale e bolla come ciarlatani (o ingenui) quelli che di mestiere si fanno pagare le previsioni del futuro. Gran parte dei modelli previsionali per Taleb non riescono (e non vogliono) a prendere in considerazione la discontinuità e quindi sono pericolosi perché celano l’agguato del Cigno Nero. L’autore di origine libanese attacca pesantemente anche l’uso distorto della curva gaussiana e ad essa contrappone un elogio per la matematica mandelbrotiana dei frattali. Pur non affrontando mai direttamente l’argomento, il libro arriva a molte delle conclusioni che sono care agli studiosi di complessità: critica la capacità previsionale dei modelli, evidenzia il ruolo della serendipità nell’innovazione, sottolinea la cecità degli esperti che talvolta non riescono ad uscire dai propri paradigmi ed ortodossie e invoca la necessità di connettere le discipline (in primis l’economia che Taleb definisce il campo più insulare in assoluto).

Un libro divertente, ben scritto, che in alcune parti provoca un po’ di invidia per la vita che conduce Taleb la cui filosofia è lavorare poco, guadagnare abbastanza per concedersi qualche lusso e avere tutti gli spazi per coltivare i suoi interessi e godersi la vita. Beato lui che ci riesce e non sembra essere toccato dal Cigno Nero…

Alessandro Cravera

Partner di Newton Management Innovation (Gruppo Sole 24 Ore). Docente e coordinatore scientifico del Laboratorio di Sviluppo Manageriale dell’Executive MBA organizzato da ALTIS Università Cattolica e Sole 24 Ore Business School. Insegna Organizzazione del lavoro presso ISIA Roma Design. Si occupa di “Management Innovation” ovvero di ripensare l’organizzazione, la gestione e la strategia d’impresa in coerenza con le dinamiche evolutive dei sistemi complessi e di supportare le imprese nella loro evoluzione. Collabora con L’Impresa ed è membro del Comitato Scientifico del Complexity Institute.

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