Deep Work

Deep Work

Deep Work Book Cover Deep Work
Cal Newport
Piatkus Books
2016
304
Come trovare il tempo e ritagliarsi lo spazio, mentale e fisico, per fare cose interessanti, di quelle che lasciano il segno? Deep Workl’ultimo lavoro di Cal Newport, professore alla Georgetown University, è un libro fondamentale per tutti coloro che sono alla ricerca di concentrazione in un mondo fatto di distrazioni. C’è bisogno di disciplina per apprendere nuove cose e per produrre di più, in termini di quantità e di qualità.

Con il concetto di deep work l’autore si riferisce, in sintesi, all’abilità di non cedere il passo alle distrazioni. Una capacità da allenare, quindi, che consente a chiunque la pratichi in modo strutturato di raggiungere livelli di preparazione elevati in poco tempo. Si tratta di coltivare uno stato di concentrazione tale da spingere le capacità cognitive al loro limite reale, per imparare ad apprendere velocemente cose complicate. Potremmo anche definirla una deliberata focalizzazione che consiste nel ritagliarsi del tempo per creare nuovo valore.

È quello che serve oggi: viviamo in una società iper-connessa e sempre pronta a privilegiare contenuti sociali che, se da un lato offrono numerosi vantaggi, dall’altro tolgono spazio ed energia alla concentrazione, unica via per raggiungere risultati elevati. Ai nostri giorni sembra si sia smarrita la capacità di andare in profondità. Siamo tutti impegnati a essere connessi ogni secondo, attraverso internet, email, social network.

Tuttavia chi pensa di trovare in questo libro delle teorie contro l’uso degli strumenti social potrebbe rimanere deluso: piuttosto l’autore si concentra, nella prima parte del libro, sulla necessità di coltivare spazi mentali e fisici dove allenare l’abilità al deep work. Per aver successo, infatti, è necessario andare in profondità, e sebbene questa capacità divenga sempre più rara è l’unica che consente di creare valore. Quella che l’autore definisce “the deep work hypotesis” richiede disciplina e allenamento, e la volontà di trasformare le abitudini della nostra vita professionale.

Nella seconda parte del libro, Newport si sofferma quindi sulle tecniche per mettere in pratica questa focalizzazione deliberata, secondo quattro “regole d’oro”:

  • work deeply (lavora profondamente), che l’autore invita a coniugare secondo l’approccio più vicino a sé, purché comporti una focalizzazione deliberata;
  • pianificare delle pause, ovvero inserire momenti di distrazione in uno stato mentale di focalizzazione;
  • abbandonare i social media, ovvero abbandonare lo stato di iper-connessione per cercare di attivare nuovi mezzi di intrattenimento;
  • fare un’attenta pianificazione.

Gli approcci con cui accedere al deep work sono molti e diversi. C’è chi predilige un approccio monastico, dove sostanzialmente ci si stacca completamente dalle interruzioni delle email. Chi sceglie un approccio bimodale, dove la pratica rigorosa della concentrazione è riservata solo ad alcuni momenti in cui il resto del mondo è messo “tra parentesi”. Chi l’approccio del ritmo preciso, in cui si pianifica in modo chiaro e costante la serie di azioni quotidiane. Chi, infine, preferisce un approccio giornalistico, dove la concentrazione si ottiene attraverso la scrittura, che porta a elevare il livello del risultato. Ma al di là dell’approccio seguito è importante, sottolinea l’autore, creare dei rituali e dei gesti da ripetere, che in qualche modo aprano la strada in modo automatico a questo stadio di profondità.

Deep Work, attraverso numerosi esempi di persone di altri tempi o dei nostri giorni, suggerisce come i professionisti di valore dovrebbero passare da uno stato di iper-connessione a una pratica di profondità (being bored) per ricercare successo in un mondo distratto.

Luciano Boccucci

Luciano Boccucci è fondatore e CEO di NoStopEvolution, società di consulenza specializzata nello sviluppo dell’Innovazione e della Leadership Creativa. Laureato in Filosofia, ha studiato presso l’International Center for Studies in Creativity (Buffalo, NY), la più importante scuola mondiale da sempre dedicata al pensiero creativo. Ha pubblicato contributi su Harvard Business Review Italia e Sviluppo & Organizzazione. Dal 2005 interviene ad eventi internazionali quali CREA Conference su Creatività e Innovazione, la conferenza sul Change Management di ACMP e ha tenuto uno speech al TEDx. In passato ha ricoperto ruoli di leadership in Johnson & Johnson e in Leaseplan, guidando processi di cambiamento. È inoltre un Professional Certified Coach e membro del Comitato direttivo di ICF Italia. Ama viaggiare, coltivare la curiosità e pensare che “sia possibile”, sempre.

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