fenomeno leicester come si crea una cultura vincente

Fenomeno Leicester: come si crea una cultura vincente

All’inizio della stagione 2015-16, la vittoria del Leicester City in Premier League era quotata 5000/1. Secondo le previsioni dei bookmaker, era molto più facile che Kim Kardashian fosse eletta presidente degli Stati Uniti (1000/1) o che il mostro di Loch Ness venisse scoperto nel corso del 2016 (250/1).

Il successo sportivo più incredibile dell’anno (fra l’altro in salsa italiana, grazie alla presenza in panchina dell’allenatore Claudio Ranieri) si è già prestato e si presterà a svariate letture in chiave manageriale. Fra queste, Patrick Leddin, docente alla Vanderbilt University e a lungo consulente FranklinCovey, ha discusso il “caso Leicester” come esempio di creazione di una cultura vincente in un articolo su Linkedin Pulse.

Secondo Leddin (che cita gli studi sulla cultura organizzativa di Shawn Moon e Sue Dathe-Douglass, autori di The Ultimate Competitive Advantage), troppe organizzazioni non si curano di sviluppare deliberatamente una propria cultura, ignorando che le grandi culture organizzative sono sempre costruite intenzionalmente in base a regole precise. «Le culture vincenti sono popolate di persone straordinarie, che mantengono le promesse e danno alla gente qualcuno e qualcosa in cui credere. Le culture vincenti sono uniche, sono create e mantenute deliberatamente, e sono rare» dice Shawn Moon.  

Il caso del Leicester City, secondo Leddin, dimostra che una grande cultura vincente si basa su tre ingredienti: bravi giocatori, leader credibili e capacità di tradurre in pratica piani e strategie.

1.  Bravi giocatori

Per costruire una grande cultura ci vuole gente che sa comunicare, possiede le capacità richieste dal ruolo, capisce il disegno strategico, sa lavorare in team. In una parola bravi giocatori (o bravi collaboratori).

Come ha scritto un autorevole commentatore sportivo, «il Leicester può essere considerato una squadra modesta in Premier League, dove grazie ai diritti televisivi le squadre dispongono di budget che il resto d’Europa non può permettersi. Ma se si fa un confronto su scala più ampia, la squadra possiede ottime qualità individuali».

La lezione che ogni organizzazione può trarre dal “caso Leicester” si riassume in quattro domande:

  • I membri del nostro team comunicano e collaborano tra loro in modo efficace?
  • A livello individuale possediamo le competenze e le capacità necessarie?
  • Tutti capiscono il loro ruolo nel disegno generale?
  • Che cosa possiamo fare oggi per aiutare i nostri collaboratori a migliorare in queste tre aree?

2.  Leader credibili

Per sviluppare una cultura vincente ci vogliono leader capaci di ispirare fiducia, indicare gli obiettivi da perseguire, allineare i sistemi, far fiorire il talento. Il Leicester ha trovato in Claudio Ranieri un leader di questo tipo. Arrivato nell’estate del 2015, in un anno Ranieri ha portato la squadra dalla zona retrocessione alla vittoria in Premier League.

Guardando alla carriera di Ranieri, dice Leddin, saltano agli occhi due elementi. Primo: Ranieri è un allenatore competente. Non è uno che sbuca dal nulla. Ha già vinto e allenato ad alto livello e che sa costruire e gestire una squadra di successo. Secondo, è un allenatore di carattere, che ha dimostrato di possedere integrità e forza di volontà. Come ha scritto il Guardian, «con la sua caratteristica affabilità e forte di un legame solidissimo coi suoi giocatori… [Ranieri] ha fatto di tutto per dimostrare ai suoi critici che avevano clamorosamente torto».

Ed ecco le domande che ogni organizzazione dovrebbe porsi:

  • I  nostri leader hanno le competenze e le doti di carattere che servono per trasmettere fiducia?
  • I leader lavorano per  indicare gli obiettivi da perseguire, allineare i sistemi, far fiorire il talento?
  • Che cosa possiamo fare oggi per aiutare i nostri leader a migliorare in queste tre aree?

3.  Attuazione pratica

Le capacità individuali e la credibilità dei leader non bastano a creare una cultura vincente se non sono accompagnate da una forte concentrazione in fase di execution. Nelle interviste Ranieri non si stanca mai di dire che la sua squadra deve studiare a fondo le caratteristiche di ogni avversario, capire come affrontarlo al meglio e, in partita, mettere in atto con la massima concentrazione quanto provato in allenamento. Il tecnico è convinto che la sua squadra abbia poche chance di comandare il gioco. Mentre le altre squadre si impongono con tre o quattro goal di scarto, il Leicester spesso vince con una sola rete di margine. «Dovevamo faticare per vincere 1-0, quindi era importante restare concentrati».

Ecco le domande da porsi:

  • Tutti conoscono gli obiettivi della nostra organizzazione?
  • Tutti hanno chiaro come raggiungerli? Sanno quali sono le loro responsabilità in campo?
  • Teniamo traccia dei progressi e responsabilizziamo le persone su impegni precisi?

Michele Riva

Ha diretto per quindici anni i libri di economia e management del Sole 24 Ore. È stato direttore responsabile de L'Impresa. È consulente di aziende e case editrici per la creazione di progetti editoriali tradizionali e digitali. Ha fondato e diretto la casa editrice milanese Serra e Riva Editori e ha lavorato alla divisione libri della Mondadori.

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