Frank Ocean, come vendere (moltissimi) dischi facendo tutto da sé

Con il suo secondo album Blond(e), uscito il 20 agosto, il musicista R&B statunitense Frank Ocean è riuscito a catturare l’attenzione non solo degli appassionati di musica, ma anche degli esperti di marketing, dimostrando che non è solo il contenuto a fare il successo di un disco. In poco più di una settimana Blond(e) ha venduto l’equivalente di 280.000 copie e ha ottenuto 65,4 milioni di stream secondo Billboard (dove 10 tracce digitali vendute o 1500 stream equivalgono a una copia fisica), piazzandosi al terzo posto tra i migliori debutti dell’anno, in coda solo a Drake e Beyoncé.

Tutto questo grazie alla voluta ambiguità del titolo (Blonde su Apple Music ma Blond in copertina), ai rumors sugli screzi del cantante con la casa discografica, alla lunga attesa disseminata da misteriosi indizi, alla scelta di produrre il disco in modo indipendente e di distribuirlo in modo del tutto innovativo.

Ocean non è il primo a ottenere ottimi risultati con un disco indipendente. Sono i mezzi e le strategie con cui è riuscito a farlo ad essere interessanti. A cinque anni dal suo disco di debutto, Channel Orange, l’artista ha infatti deciso di staccarsi dalla sua casa discografica. Per farlo, prima ha pubblicato un visual album, Endless, al solo scopo di esaurire i sui obblighi contrattuali. Poi ha lanciato Blond(e), solo due giorni dopo, tramite la sua etichetta indipendente.

La strategia distributiva, vincente, è stata quella di pensare il disco come album interamente digitale e di venderlo esclusivamente in questo formato, dapprima solo in streaming su Apple Music e solo successivamente anche in download su iTunes Store (ma solo come album completo). Blonde è così diventato il terzo maggior successo indipendente del 2016, ma a differenza dei suoi predecessori Ocean ha deciso di venderlo direttamente a Apple Music e a iTunes Store, bypassando persino il tradizionale rapporto con una casa di distribuzione.

Tuttavia, non è vero che non esista anche una versione fisica di Blonde: con una tracklist diversa, in tiratura limitata e in un formato molto originale, pochi fortunati potranno trovarla gratuitamente e per un periodo limitato di tempo solo in quattro negozi nel mondo, a New York, Chicago, Londra e Los Angeles. Il disco si presenta come una sorta di inserto promozionale di un’esclusiva rivista d’arte, contenente foto scattate dallo stesso Ocean, un’intervista a sua madre, un oroscopo e il testo di un rap intitolato The MacDonalds Man scritto da Kanye West.

Grazie a queste strategie promozionali, e senza un’etichetta major alle spalle, Ocean potrà guadagnare il doppio di quanto avrebbe guadagnato restando con la sua casa discografica Def Jam e distribuendo sui canali tradizionali.

Michela Rognoni

Laureata in Scienze Linguistiche all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Si interessa di Social Media e di tutto ciò che li riguarda. Tiene un blog di musica e collabora con diverse webzine sull'argomento.

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