Robustezza e fragilità

Robustezza e fragilità

Robustezza e fragilità. Che fare? Il Cigno nero tre anni dopo Book Cover Robustezza e fragilità. Che fare? Il Cigno nero tre anni dopo
Supertascabili. Saggi
Nassim N. Taleb
Psicologia
Il Saggiatore
2013
149
Il sottotitolo di questo nuovo libro di Nassim Nicholas Taleb è Che fare? Il cigno nero 3 anni dopo. Taleb, nel suo precedente libro, ha definito il cigno nero un evento imprevisto dotato di tre caratteristiche:

  1. una probabilità molto bassa di verificarsi,
  2. un grandissimo impatto,
  3. un’intrinseca predisposizione ad essere “spiegato” a posteriori dagli “esperti”, quegli stessi esperti che fino a un secondo prima del suo verificarsi si dilettavano a pontificare su quanto fossero valide le loro assunzioni sul mondo, economia in primis.

Data questa definizione, e constatato cosa è accaduto a partire dal 2008, non è difficile comprendere le ragioni che hanno fatto del testo di Taleb un libro di straordinario successo e un caso editoriale. A distanza di tre anni dal Cigno nero il filosofo-trader libanese si interroga su cosa è cambiato. L’interrogativo di fondo che aleggia all’interno del testo è: “Si è appresa la lezione?” Purtroppo la risposta, che condivido pienamente, è no. A parte la proliferazione di eventi e conferenze sul Cigno nero, sulla prevedibilità dei mercati e degli scenari (a cui Taleb, è spesso invitato e a cui altrettanto spesso rifiuta di partecipare), nulla è cambiato. Non sono cambiati i modelli di risk management, non sono cambiati i modelli previsionali e non è cambiato neppure l’influenza degli stessi. Ad esempio il FMI continua, anche giustamente in virtù del suo ruolo istituzionale, a proporre le sue stime sull’economia, influenzando e facendosi influenzare dai mercati (quanto influenzi e quanto è influenzato è una domanda ampiamente sottovalutata…). Lo stesso fanno le agenzie di rating che, scottate dalla loro negligenza (?) del 2008, si stanno ora dimostrando arzilli e solerti declassificatori di Paesi e banche private (il cui valore di mercato in questi giorni è molto al di sotto del valore dei loro singoli asset…).

Domande: visto che le stime fatte dai principali istituti economici sono state completamente disattese nell’ultimo triennio, per quale ragioni dovrebbero essere corrette quelle riferite al prossimo? C’è qualcuno che aveva previsto il repentino tracollo dei mercati nel mese di agosto?

Certezze: sicuramente ci sono moltissimi esperti che, subito dopo, avevano la spiegazione della crisi dei mercati…

In questo piacevole libro Taleb sottolinea nuovamente i limiti dei modelli e delle convinzioni abitualmente adottati. Non si limita al campo economico: vi sono, ad esempio, alcuni passaggi interessanti e per certi versi esilaranti che hanno per oggetto la medicina, la salute e l’educazione.

Una parte importante del libro è dedicata agli errori nella comprensione del messaggio del Cigno nero. Eccone solo alcuni:

  1. Dire che avere le carte topografiche che avevamo fosse meglio che non averne affatto: utilizzereste un navigatore satellitare che ha solo la cartina di Milano per fare il turista a Roma?
  2. Non comprendere il valore dei consigli negativi: tutti sono smaniosamente alla ricerca della “ricetta da adottare” ma in un mondo fortemente interconnesso spesso questo diventa molto difficile (o cialtronesco). E’ importante dare il giusto peso ad un’epistemologia “sottrattiva” (sapere cosa non fare). Taleb ricorre all’esempio del fumo: se si bandisce totalmente il fumo dalla Terra si salvano più vite di qualunque tecnica, procedura o approccio medico e di qualunque nuovo farmaco
  3. Trattare le probabilità (o gli stati futuri) come misurabili nello stesso modo in cui si misura la temperatura o il peso di un essere umano: concetti come il Mediocristan e l’Extremisan si riferiscono a questo punto.
  4. Pensare che il messaggio del Cigno nero sia “non fare previsioni” o “non usare modelli”, anziché “non usare previsioni con margini di errori tropo grandi” e “non usare modelli nel Quarto quadrante (conoscenza incerta – conseguenze enormi)”.

Un libro, come dicevo, piacevole, divertente e senza peli sulla lingua. Avendo letto i precedenti libri di Taleb (Giocati dal Caso e Il cigno nero), si avverte molto forte la sensazione che l’autore sia in una fase di approfondimento del suo pensiero e lo confermano i numerosi paper di taglio accademico che sta producendo in questi ultimi anni. Nel suo prossimo libro parlerà di un concetto finora solo sfiorato, ma molto interessante: l’antifragilità. I più curiosi possono scoprire qualcosa di più sul sito di Taleb. Per gli altri è sufficiente aspettare l’uscita del suo prossimo libro.

Alessandro Cravera

Partner di Newton Management Innovation (Gruppo Sole 24 Ore). Docente e coordinatore scientifico del Laboratorio di Sviluppo Manageriale dell’Executive MBA organizzato da ALTIS Università Cattolica e Sole 24 Ore Business School. Insegna Organizzazione del lavoro presso ISIA Roma Design. Si occupa di “Management Innovation” ovvero di ripensare l’organizzazione, la gestione e la strategia d’impresa in coerenza con le dinamiche evolutive dei sistemi complessi e di supportare le imprese nella loro evoluzione. Collabora con L’Impresa ed è membro del Comitato Scientifico del Complexity Institute.

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