Il computer che cambia forma

Il progetto di Sean Follmer, presentato a TED CERN, ha in sé qualcosa di rivoluzionario. Nella vita di tutti i giorni usiamo il computer per le più svariate mansioni: facciamo calcoli, fotografie, comunichiamo a distanza, creiamo un documento Power Point. Eppure il computer mantiene la stessa forma fisica per ogni diversa applicazione.

Secondo Follmer questo è «essenzialmente un ostacolo, poiché non ci permette di interagire concretamente con le nostre mani e di catturare la ricca agilità che possiede il nostro corpo». E allora perché non creare un’interfaccia che cambi forma in base alla specifica applicazione che stiamo usando?

Per rispondere a questa innovativa domanda, Sean Follmer, insieme ai colleghi Daniel Leithinger e Hiroshi Ishii, ha creato inFORM, uno strumento dove l’interfaccia fuoriesce dallo schermo e si può manipolare. Come strumento, inFORM è ancora molto artigianale e laborioso, perché realizzato attraverso l’assemblaggio manuale di centinaia di piccoli motori, ma può già essere utilizzato in diversi ambiti. Può consentire, durante le comunicazioni a distanza, di spostare oggetti presenti nella realtà dell’interlocutore oppure può diventare una superficie “intelligente” che “comprende” l’uso che ne stiamo per fare, e se dobbiamo lavorare si disporrà a scrivania.

«Siamo nell’era dell’Internet of Things», afferma Follmer, «dove abbiamo computer dappertutto: in tasca, sui muri e in quasi tutti i dispositivi che compreremo di qui a cinque anni… Ma perché non smettere di pensare ai dispositivi e cominciare a pensare all’ambiente? Perché non creare mobili smart, stanze smart, ambienti smart o persino città smart, che si adattino a noi fisicamente e ci permettano di collaborare con le persone in modi diversi e di fare nuovi tipi di lavori?»

Nella sua praticità lo strumento ideato da Follmer è ancora lontano dall’essere commercializzato, ma l’idea in sé ha tutte le potenzialità di una spinta dirompente che allarghi gli orizzonti di questa quarta rivoluzione industriale in cui siamo immersi. Una rivoluzione, pare, dai confini ancora inesplorati.

Si possono attivare i sottotitoli in inglese cliccando sull’icona a forma di vignetta in basso a destra.

Giovanna Girardi

Giovanna Girardi si è laureata in Filosofia all'Università degli Studi di Milano e ha conseguito un master in International Journalism presso la City University London. Tiene un blog di cinema e ha collaborato con diverse redazioni con taglio internazionale, come TPI e Cafébabel.

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