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Il perché del lavoro

Il perché del lavoro. Come i grandi leader creano organizzazioni abbondanti generatrici di senso e di successo Book Cover Il perché del lavoro. Come i grandi leader creano organizzazioni abbondanti generatrici di senso e di successo
Dave Ulrich, Wendy Ulrich
Franco Angeli
2012
256
In molte organizzazioni di oggi la sicurezza del posto di lavoro è un ricordo lontano, le difficoltà economiche abbondano e le nuove tecnologie sembrano erodere sempre più il tempo libero delle persone. Una giornata lavorativa può essere fonte di gratificazione e di realizzazione personale; eppure molti vi trovano solo noia esistenziale, frustrazione, disperazione. Perché allora lavoriamo, e lavoriamo sempre di più? Come possiamo ottenere risultati migliori sul lavoro, e allo stesso tempo costruirci spazi di tempo libero di maggiore qualità?

Sono queste alcune delle domande cui cercano di dare risposta in questo libro i coniugi Ulrich (Dave, docente alla Ross School of Business dell’Università del Michigan, e Wendy, psicologa), affrontando a quattro mani alcuni dei problemi più sentiti e più discussi nei contesti lavorativi.

Il loro intento è offrire ai leader delle organizzazioni strumenti e spunti per andare oltre la mera gestione strategica dell’azienda e capire quanto sia importante saper infondere un significato nel lavoro dei propri collaboratori. «Chi ha un perché nella vita può sopportare quasi ogni come», diceva lo psicologo Viktor Frankl (sopravvissuto ai lager nazisti) citando Friedrich Nietzsche.

«Anche chi ha un perché nel lavoro può sopportare quasi ogni come», chiosano gli autori, precisando che la ricerca di un significato nel lavoro ha sì un valore intrinseco (perché consente alle persone di dare un significato alla propria vita), ma ha anche un valore di mercato, perché «i dipendenti che percepiscono come significativo il proprio lavoro sono più soddisfatti, più coinvolti e di conseguenza più produttivi. Lavorano di più, con più intelligenza, con più passione e più creatività. Imparano e si adattano più facilmente. Sono più pronti a cogliere le esigenze dei clienti. E non se ne vanno». Insomma, dare un significato al lavoro non è solo nobile, ma è anche profittevole. Making sense can also make cents.

L’obiettivo dichiarato di Dave e Wendy Ulrich è quello di aiutare i leader a costruire organizzazioni “abbondanti”. Abbondanza, per gli Ulrich, significa costruire significato, anche nei tempi più difficili e più bui. Un’organizzazione abbondante è un’organizzazione «che ne ha abbastanza e d’avanzo» di ingredienti vitali quali creatività, speranza, resilienza, determinazione, pienezza di risorse, leadership. È un ambiente di lavoro nel quale gli individui coordinano le proprie aspirazioni e le proprie azioni con lo scopo di creare significato per se stessi, valore per gli stakeholders e speranza per tutta l’umanità intera.

L’abbondanza non nasce per caso e non è facile da conquistare. Con scelta condivisibile, gli Ulrich non propongono metodi o ricette, ma si limitano a offrire agli aspiranti leader generatori di abbondanza una serie di domande, che potrebbero innescare riflessioni e conversazioni e dar vita a un percorso – individuale e organizzativo. Le domande affondano radici nelle aree più problematiche delle organizzazioni (e della società odierna nel suo complesso): il calo della felicità e salute mentale, la crescente importanza delle istanze ambientali e di responsabilità sociale, l’aumento della complessità nel lavoro, il senso di isolamento, lo scarso impegno dei dipendenti, la pervasività di una cultura dell’usa-e-getta, l’ostilità e l’inimicizia diffuse. E le cui risposte possono essere ricercate con l’aiuto degli spunti provenienti da varie aree di studio, dalla psicologia positiva agli studi sulla motivazione, sulla cultura delle organizzazioni, sull’engagement, su crescita, apprendimento e resilienza, fino alle indagini sulla felicità.

Ecco le sette domande proposte dagli autori:

  1. Per che cosa sono noto? (senso di identità, identificazione delle scelte che consentono di sfruttare appieno i propri punti di forza e di costruire su punti di forza che rafforzino gli altri)
  2. Dove vado? (motivazione che sostiene l’organizzazione, allineamento delle ambizioni individuali agli obiettivi dell’organizzazione)
  3. Con chi viaggio? (importanza delle relazioni ed efficacia dei team)
  4. Come creo un ambiente di lavoro positivo? (ambiente di lavoro e cultura dell’organizzazione)
  5. Quali sfide mi interessano? (contributo personale)
  6. Come reagisco al cambiamento e alla cultura dell’usa-e-getta? (crescita, apprendimento e resilienza)
  7. Che cosa mi dà gioia? (gentilezza e felicità).

Con le loro domande Dave e Wendy Ulrich invitano a un percorso di ricerca del significato – ambizioso, in alcuni punti non esente da toni un po’ enfatici, ma certamente ricco sia per la capacità degli autori di cogliere i punti dolenti delle organizzazioni odierne, sia per la ricchezza e l’ampiezza interdisciplinare di spunti di analisi e di riflessione.

Lara Fanucci

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