Industrie italiane: robot da rinnovare

Industrie italiane: robot da rinnovare

Ogni dieci anni UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, l’associazione dei costruttori di macchine utensili, robot e automazione, realizza un’indagine sul parco macchine delle industrie italiane. Pubblicati di recente, i risultati dell’ultima ricerca rivelano un invecchiamento sconfortante per le sorti della produttività nel nostro Paese.

L’età media delle macchine utensili installate nelle nostre imprese, infatti, è di 12 anni e 8 mesi, età che stabilisce un nuovo record e supera di oltre due anni quella rilevata con l’indagine del 2005. Cresce la quota di macchine che hanno più di 20 anni (27 per cento). Di contro, si dimezza rispetto al 2005 la quota di macchine con età non superiore ai 5 anni, oggi pari al 13 per cento.

Sono dati che, secondo UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, riflettono la frenata negli investimenti in nuove tecnologie che ha caratterizzato le imprese italiane, fino a una lenta inversione di tendenza negli ultimi due anni.

In un mondo del lavoro che sta attraversando la sua quarta rivoluzione industriale, il grado di automazione (cioè la percentuale di macchine a controllo numerico sul parco macchine totale) cresce di un solo punto rispetto al 2005, passando dal 31 al 32 per cento.

Le macchine tradizionali hanno in media ben 13 anni, l’età più avanzata, ma sono i robot ad aver registrato l’invecchiamento maggiore, più 4 anni e mezzo, rispetto all’edizione precedente.

Secondo Luigi Galdabini, il presidente di UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, «questi fattori mettono a dura prova la competitività del sistema industriale italiano, che rischia inesorabilmente di arretrare anche perché nel frattempo le industrie dei paesi emergenti si stanno dotando di sistemi e tecnologie di ultima generazione».

Tecnologie di ultima generazione che spesso arrivano proprio dall’Italia. Nel libro La fabbrica delle macchine. Viaggio nei sistemi per produrre italiani (promosso da UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE in occasione del suo 70esimo anniversario), Luca Orlando spiega come l’export italiano del settore sia in crescita esponenziale verso i paesi europei e, soprattutto, extraeuropei.

Le macchine utensili made in Italy continuano a occupare posizioni di rilievo a livello globale. Strano ma vero: dove il made in Italy ha bisogno di una spinta è proprio l’Italia.

Milo Romagnoli

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