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Investimenti esteri in Italia? La Svezia dice sì

Come attrarre gli investimenti esteri in Italia? Il tema è uno dei più scottanti della nostra economia. Da sempre. Grazie alle periodiche copertine dell’Economist (con il Bel Paese in stampelle o sull’orlo del burrone), e di Der Spiegel (spaghetti e pistola con contorno di mafia) e altri media internazionali, non godiamo certo di buona fama. Burocrazia, ritardi nella giustizia, tassazione elevata, incertezze giuridiche e costo del lavoro sono i principali elementi che, secondo gli esperti della European House Ambrosetti di Milano, frenano le multinazionali ad investire nel nostro Paese.

C’è però una nazione che, dopo aver fatto una indagine tra i suoi abitanti, è contenta della sua esperienza in Italia, come racconta Giuliana Massimino, Board Member della Camera di commercio italo-svedese in Italia (Assosvezia): «Abbiamo raccolto dalle aziende associate dati qualitativi e quantitativi sugli investimenti e sulle prospettive di sviluppo delle aziende svedesi in Italia. Il risultato è stato positivo».

Da sempre esiste in Italia il mito della Svezia e dei suoi abitanti, che secondo gli stereotipi sarebbero un popolo alto, biondissimo e dal temperamento meno aperto rispetto al nostro. Partendo da questi presupposti è difficile immaginare che, invece, gli svedesi siano parecchio espansivi, soprattutto quando si parla di business e affari. Attualmente vivono in Italia poche migliaia di cittadini svedesi, una presenza non molto rilevante in un Paese che conta una popolazione di oltre 60 milioni di persone. Questo numero assume però un peso di ben maggiore importanza quando si parla di aziende. Distribuito sul territorio italiano esiste un mondo silenzioso di imprese svedesi attento all’efficienza e al rispetto dei valori fondamentali della cultura scandinava, come la tutela dell’ambiente.

Che cosa dicono i protagonisti e chi li rappresenta in Italia? E qual è il sentimento della business community scandinava? «L’elevato interesse per l’Italia – racconta Fabrizio Resmini, amministratore delegato e country manager del gruppo svedese Sandvik – è dimostrato dall’investimento in lavori di ristrutturazione, macchinari e personale altamente qualificato». Un esempio? «Lo stabilimento di produzione Sandvik Coromant, a Rovereto in Trentino, con il Centro ricerca e sviluppo per le frese integrali in metallo duro che lavora per tutto il gruppo mondiale Sandvik Coromant», continua il manager. «Con una presenza in oltre 150 paesi nel mondo, Sandvik ha scelto di investire diversi milioni di euro in Italia ritenendo che nel nostro Paese ci siano le competenze giuste per la progettazione, la sperimentazione su scala globale e lo sviluppo di nuovi prodotti, e per la ricerca tecnologica su metodologie di lavorazione e nuovi materiali».

Aggiunge Sergio Hicke, managing director di Alfa Laval Adriatic: «Abbiamo ristrutturato gli uffici dell’headquarter di Monza e investito in nuove tecnologie nei siti industriali come quello di Alonte e Parma. Quest’anno abbiamo deciso di implementare il Service Center di Monza che offre assistenza e manutenzione non solo all’Italia ma anche all’estero. L’intervento si prefigge di rinnovare con macchinari all’avanguardia un’area di seicento/settecento metri quadrati entro quest’anno». L’Italia è un Paese strategico per il gruppo Alfa Laval: «Siamo presenti – racconta ancora il manager – da più di cento anni sul territorio, con novecento dipendenti e sedi sparse per tutta italia. Una presenza orientata sempre alla crescita, sia interna sia per acquisizioni esterne. Lo scorso anno abbiamo investito nel Nord Est, nel Sud e nel Centro con l’apertura di nuovi uffici, in modo da garantire la vicinanza ai clienti su tutto il territorio nazionale».

Riassume e sintetizza per tutti Kristofer Svartling, Trade Commissioner presso Business Sweden (l’ufficio commerciale dell’Ambasciata svedese in Italia): «A partire dall’ultimo trimestre del 2014 abbiamo registrato un interesse crescente da parte delle imprese svedesi a fare affari in Italia. Tutto questo si è tradotto in un consistente incremento delle aperture di aziende sul territorio italiano».

Franco Vergnano

Giornalista professionista e docente universitario, fa l’editorialista per autorevoli testate italiane: ha al suo attivo più di tremila articoli. Nel 2007, insieme con Michele Riva, ha contribuito a rifondare L’Impresa, storica rivista di management. E su Il Sole 24 Ore è stato per lustri responsabile della pagina di Management. Negli anni Ottanta aveva fatto nascere Business, rivista all’avanguardia per l’attenzione ai temi di quelle che sarebbero diventate la cultura e la società digitale. francover99@gmail.com

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