La grande bellezza ovvero l’arte del feedback

La grande bellezza Book Cover La grande bellezza

Regia: Paolo Sorrentino
Sceneggiatura: Paolo Sorrentino, Umberto Cantarello
Soggetto: Paolo Sorrentino
Nazione
: Italia
Anno: 2013
Genere: Drammatico
Durata: 142'
Cast: Toni Servillo, Carlo Verdone, Sabrina Ferilli, Piero Gimondo, Isabella Ferrari, Serena Grandi, Giorgio Pasotti
Produzione: Indigo Film
Distribuzione: Medusa
Data di uscita: Cannes 2013

Diretto da Paolo Sorrentino, La grande bellezza ha vinto l’Oscar come miglior film straniero per l’immagine di una Roma grandiosa e decadente, in cui artisti senza gloria lasciano scorrere pigre serate chiacchierando su meravigliose terrazze romane. Il protagonista Jep Gambardella (Tony Servillo) dà un esempio magistrale di come restituire un feedback correttivo: una sera in terrazza, incitato da un’amica, Stefania (Galatea Ranzi), è costretto a spiegarle quali menzogne stia raccontando a se stessa e quali aspetti della sua vita siano percepiti come incoerenti dal gruppo di amici.

La scena ha una regia classica di campi e controcampi, finché è Stefania a parlare, ostentando giudizi impulsivi. La macchina da presa rimane lontana dai personaggi, non vediamo primi piani, ma sempre inquadrature a piano a due o piano a tre, per suggerire al pubblico che il discorso fino a questo momento è solo di contesto e poco sincero.

Nel suo discorso, calmo, sofferto e quasi liberatorio, l’aggancio a esempi concreti e comportamenti mirati è fondamentale per dare potenza e supporto al feedback. Per esempio, Jep non accusa l’amica di essere una “cattiva madre” ma espone le ragioni che la rendono tale, elencandone i comportamenti distonici: «Lavori tutta la settimana, esci tutte le sere, i tuoi figli sono sempre senza di te anche durante le lunghe vacanze che ti concedi, hai un maggiordomo, un cameriere, un cuoco, un autista che accompagna i ragazzi a scuola, tre babysitter… come e quando si manifesta il tuo ruolo di madre?».

Quando Jep Gambardella inizia il suo feedback correttivo la regia cambia. Vediamo prima un carrello che avanza lentamente nel campo largo come a spingere lo spettatore “entrando” nella nuova discussione. Tutte le inquadrature successive sono dei primi piani (ora vediamo solo Stefania o Jep), sempre più vicini mentre le parole di Jeb, vere e taglienti, raggiungono nel profondo Stefania, che nell’ultima immagine, prima di alzarsi e andare via, vediamo in un primissimo piano e per la prima volta di profilo: un nuovo punto di vista del personaggio ora che le sue sicurezze sono svanite.

Jep Gambardella ci insegna a non assumere un atteggiamento ostile e a non mettere in discussione la persona; a finalizzare il discorso a un piano di miglioramento personale, a non usare il feedback come strumento punitivo, a manifestare le proprie sensazioni di disagio per gestire l’emotività e mostrare maggiore apertura: «Siamo tutti come te, dovresti guardarci con affetto».

Le sue parole colpiscono Stefania nell’anima (si allontana) e la portano a mettere in discussione il proprio io. Se Stefania accetterà il feedback ne uscirà migliorata e pronta ad affrontare i problemi; se invece metterà in atto meccanismi di difesa, lo allontanerà negandolo.

Il feedback correttivo generalmente provoca disturbi nelle relazioni, senso di inadeguatezza e desiderio di rivalsa. Occorre quindi che sia specifico per una prestazione particolare, immediato (se possibile di persona), suffragato da dati certi, non emotivo e non pubblico... ma in questo caso, Stefania se l’è cercato.

Dare un feedback correttivo, si sa, è emotivamente ingombrante e necessita una preparazione attenta, soprattutto per essere sicuri di non ferire la persona a cui ci si riferisce e puntare invece, ai comportamenti specifici sui quali vorremmo intervenire e vedere modificati. Una guida utile sull’argomento è L’arte di dare e ricevere feedback, di Shirley Poertner e Karen Massetti Miller (Franco Angeli, 2009).

È facile cadere nella trappola del giudizio e apostrofare collaboratori e colleghi con un «Sei un cattivo manager». La nostra attenzione invece, deve focalizzarsi sul comportamento della persona più che sull’individuo stesso: «I risultati che hai ottenuto questa settimana sono diminuiti del 20%» è un buon feedback correttivo.

Elisabetta & Davide Del Mare

Elisabetta Del Mare, dopo un decennio nella consulenza di direzione, è ora responsabile di Lateral Content (www.lateralcontent.com), società di coaching, hr e training a supporto del change management all’interno delle organizzazioni. Davide Del Mare, regista e fondatore di Lateral Film (www.lateralfilm.com), è responsabile della creazione, realizzazione e produzione di video per tv, web e aziende.

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