lavoro l'età dell'incertezza

Lavoro, l’età dell’incertezza

Il World Economic Forum ha pubblicato nei mesi scorsi un importante rapporto sul futuro del lavoro e produce frequenti approfondimenti in materia. Fra questi un articolo ben documentato di Anna Bruce-Lockhart che mette in fila una serie di dati sulla “rivoluzione” in corso nel mercato del lavoro. Ecco alcuni trend della nuova “età dell’incertezza”:

  1. I percorsi di carriera tradizionali sono ormai un ricordo: il posto di lavoro per tutta la vita non esiste più e i lavoratori più giovani devono prepararsi a cambiare almeno 11 o più lavori (della durata media di 4,4 anni ciascuno) nel corso della loro vita professionale. Tutto ciò ha profonde conseguenze anche sul fronte della cultura del lavoro, che vede la crescente affermazione di una cultura del breve termine e di un approccio on-demand al lavoro che privilegia il part time e i ruoli da free lance.
  2. I cambiamenti tecnologici e culturali portano però anche buone notizie, sotto forma di nuovi e inattesi mestieri che nascono di continuo, dall’analista di dati, al consulente di social media, al giurista spaziale.
  3. Le competenze matematico-informatiche sono tra le più richieste e l’occupazione cresce nelle posizioni di architettura e engineering, informatica, management, finanza e vendite, mentre sono sempre meno richieste le figure di produzione e i lavori impiegatizi e amministrativi, questi ultimi in calo del 5% all’anno di qui al 2020. 
  4. Le competenze apprese sul lavoro tendono a diventare il primo fattore di impiegabilità, più degli studi compiuti e delle esperienze professionali precedenti. E questo non riguarda solo le competenze già acquisite, ma anche quelle che si acquisiranno in futuro e che si intende acquisire. La “learnability” (cioè la disponibilità ad acquisire nuove competenze per aumentare la propria impiegabilità nel tempo) è sempre più il fattore chiave. La generazione dei Millennials mostra particolare propensione a investire per acquisire nuove competenze, anche a proprie spese. 
  5. Le competenze analitiche, finanziarie e informatiche continuano ad essere quelle su cui puntare, ma come mostra uno studio di Harvard le figure professionali in costante crescita negli ultimi vent’anni sono quelle che richiedono una combinazione di competenze tecniche e competenze “sociali”. Gestori finanziari, analisti di management, medici e infermieri, informatici, avvocati sono tra le professioni in crescita che richiedono una forte compresenza di hard skills e soft skills. Una compresenza destinata a diventare sempre più vitale.  

Michele Riva

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Ha diretto per quindici anni i libri di economia e management del Sole 24 Ore. È stato direttore responsabile de L'Impresa. È consulente di aziende e case editrici per la creazione di progetti editoriali tradizionali e digitali. Ha fondato e diretto la casa editrice milanese Serra e Riva Editori e ha lavorato alla divisione libri della Mondadori.

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