Oltre il capitalismo - peer to peer

Oltre il capitalismo: un’infografica

A volte un post su un social network, un semplice post con un’infografica ben strutturata, può chiarire le idee a molti: definisce un contesto, affila gli angoli del pensiero, pone ordine in una molteplicità di contenuti apparentemente confusa, introduce categorie logiche utili ad orientarsi in uno specifico dominio cognitivo.

A volte un post può far scoprire un nuovo mondo o forse un mondo nuovo: srotola paesaggi ignoti, dà accesso a sorprendenti caleidoscopi di sapere, mette in relazione con persone che senza quel post non si sarebbero conosciute.

È il fascino della contemporaneità.

Dunque, questa immagine è stata pubblicata di recente da Commons Transition, riprendendo un’elaborazione dei tre blogger del collettivo franco-australiano Blaqswans (nome evocativo visti nel blog i riferimenti espliciti a Nassim Taleb e ai suoi cigni neri).

Oltre il capitalismo

Il progetto contenuto in una semplice immagine è ambizioso: mappare le soluzioni post-capitaliste emergenti, facendo riferimento ai principali pensatori di questi nuovi paradigmi e nuovi modelli di pensiero, in contrapposizione a (e dialogo con) un’altra immagine con i riferimenti teorici del pensiero consolidato. La mappa è ovviamente e opportunamente presentata come un draft, una bozza in divenire, una prima proposta di riflessione su una galassia in espansione che non può essere codificata né rappresa se non nell’istante della sua osservazione da parte di singoli osservatori. Nonostante quindi il punto non sia né possa essere definitivo, la volontà di fare chiarezza attorno al tema è senza dubbio positivo.

Gli autori della mappa muovono da tre considerazioni di partenza per l’analisi. Nella contemporaneità si sono già verificati alcune trasformazioni radicali:

  • un cambio nell’ordine sociale, da una società centralizzata e gerarchicamente controllata a una società orizzontale, decentralizzata, con spinte fortissime provenienti dal basso;
  • un cambio della struttura economica: laddove nelle grandi organizzazioni del passato era necessario realizzare prodotti sempre più a basso prezzo su larga scala, nell’economia digitale è possibile sviluppare localmente prodotti e servizi in piccola scala per un mercato glocal;
  • un cambio nelle relazioni di potere: l’accesso al sapere e alle informazioni è ora possibile al di fuori delle istituzioni politiche e sociali.

La mappa prende in rassegna un alveare di sei ambiti del post capitalismo: politica, economia, lavoro, produzione/consumo, coscienza, cittadinanza. Per ognuno di questi sono elencati i nuovi paradigmi che osserviamo ogni giorno attorno a noi, a cui spesso ci accostiamo con inconsapevolezza. Tra i punti positivi della volontà di sistematizzazione c’è anche il tentativo di accostare i pensatori principali che hanno portato a sviluppare pratiche e teorie di peer-to-peer.

A titolo di esempio, per l’economia sono citati Thomas Piketty, l’autore del poderoso Il capitale nel XXI secolo, edito in Italia da Bompiani, che mette in evidenza il rischio di una spaventosa e insostenibile crescita della disuguaglianza in termini di ricchezza e disponibilità di beni e servizi all’interno dei paesi sviluppati; David Graeber, americano, leader del movimento Occupy Wall Street, analista di temi finanziari con un’ottica antropologica, autore del volume Debito. I primi 5000 anni, tradotto dal Saggiatore nel 2012; Joseph Stiglitz, premio Nobel, professore della Columbia University, avversario da sempre delle politiche economiche del Fondo monetario internazionale; Yanis Varoufakis, economista greco ed ex ministro delle finanze del governo Tsipras. Questo tipo di approccio è seguito anche per gli altri cinque ambiti sistematizzati mappa in bozza.

Nella mappa mancano gli italiani ma il passo successivo, per chi vorrà contribuire nell’analisi, sarà anche quello di accludere all’elenco thinkers che in Italia portano da anni il loro contributo in termini di pensiero e di azione: penso ad esempio a Stefano Zamagni e Luigino Bruni, sul versante cattolico, ma anche a Carlo Petrini per le attività del movimento Slow Food. L’elenco è tutto da costruire, la definizione dei confini anche.

I criteri per proseguire la riflessione collettiva attorno a questa mappa potrebbero avere come punto di partenza P2P.

P2P sta per “peer to peer”, cioè orizzontale, egualitario, fondato sullo scambio tra pari, rispettoso delle dialettiche tra simili. P2P Foundation, che ha innescato il dialogo sul tema, opera a livello internazionale per «osservare, interconnettere, stimolare (e teorizzare su) la produzione di sapere attorno all’emergenza di creare una commons economy and society». La P2P Foundation è un’organizzazione ombrello sotto la quale operano indipendentemente Commons Transition, P2P Lab e altri progetti.

Commons Transition è un contenitore di esperienze pratiche, di proposte politiche e di idee per realizzare una Social Knowledge Economy.

Enrico Cerni

Foto del profilo di Enrico Cerni
Enrico Cerni, manager della formazione in una multinazionale italiana. Ha lavorato in Italia e all’estero, nell’ambito dell’informazione, della comunicazione e delle risorse umane. Ha scritto alcune pubblicazioni di divulgazione del pensiero manageriale e di temi letterari. Persegue con pervicace determinazione la pluridimensionalità dell'esistenza.

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