ora di lezione

L’ora di lezione

L'ora di lezione. Per un'erotica dell'insegnamento Book Cover L'ora di lezione. Per un'erotica dell'insegnamento
Massimo Recalcati
Education
2014
162
In quella che oggi definiamo la società della conoscenza, l’educazione e l’insegnamento sono elementi fondamentali per la creazione di valore per le imprese, le istituzioni e il Paese. Quella che risulta, però, una sfida chiave è la capacità di riformare e ristrutturare il funzionamento del sistema formativo per renderlo adeguato alle esigenze del nostro tempo.

Per questo è essenziale – per chi lavora all’interno di sistemi di education – ritornare a ragionare sul senso dell’insegnare e dell’apprendere.

Il libro di Massimo Recalcati, L’ora di lezione, offre questa opportunità: riflettere su cosa significa essere insegnanti e formatori, svelandoci come un bravo insegnante sia colui che sa fare esistere nuovi mondi, che sa fare del sapere un oggetto del desiderio in grado di mettere in moto la vita e allargarne l’orizzonte.

La considerazione alla base del libro di Recalcati è che l’insegnamento non può accontentarsi di essere ridotto a “trasmettere informazioni e competenze” ma deve essere “allargato”, fino a comprendere molte fasi della vita lavorativa, luoghi diversi e molteplici metodologie.

È necessario liberarsi dalla prospettiva di trasformare la scuola in un’azienda di informazioni o addirittura in un luogo che trasforma l’esistenza dello stare insieme come una gara perpetua. La vita non è una gara. Invece la scuola potrebbe anche essere un luogo dove si impara a perdere utilmente del tempo. Una scuola che sappia insegnare ad imparare, che non dia certezze ma che insinui dubbi. Che abbia gli insegnanti che assomiglino di più al Professor Keating de L’attimo fuggente o al Bruno Cirino nel Diario di un maestro e meno al professore inquisitore di The Wall.

La Scuola buona di Massimo Recalcati mette al centro la figura del professore: un incontro capace di cambiare la vita. Non è una formula retorica, molte delle nostre vite sono cambiate attraverso l’incontro con un insegnante.

Abbiamo una scuola edipica che i Pink Floyd hanno ben rappresentato nel film The Wall: gli allievi vestiti tutti uguali finiscono in un torchio e diventavano carne trita. Una Scuola dove la preghiera viene prima dell’appello e dell’ora di lezione ed è finalizzata ad uniformare in modo conformista le vite degli allievi. Questa Scuola non esiste più, è tramontata per sempre.

Quello che Recalacati afferma è che la forza dell’insegnamento non è plasmare gli allievi come cera né raddrizzare le “viti storte”. Un bravo insegnante – a qualsiasi livello – è qualcuno che alimenta il pensiero critico. I bravi maestri sanno inciampare. Non temono il limite del sapere. La lezione è un rischio ogni volta, ma i bravi maestri non temono la caduta. C’è insegnamento, educazione, quando c’è amore per la stortura della vita

Lui che da bambino è stato considerato una “vite storta” e che è stato bocciato in seconda elementare perché incapace di apprendere, ci racconta del rapporto magico che si instaura tra allievo e insegnante.

Ha ragione Recalcati quando scrive del bravo insegnante:

Non è qualcuno che istruisce raddrizzando la pianta storta, né qualcuno che sistematicamente trasferisce i contenuti da un contenitore a un altro, secondo schemi o mappature cognitive più o meno raffinate, ma colui che sa portare e dare la parola, sa coltivare la possibilità di stare insieme, sa fare esistere la cultura come possibilità della Comunità, sa valorizzare le differenze, la singolarità, animando la curiosità di ciascuno senza però inseguire un’immagine di ‘allievo ideale’. Piuttosto, esalta i difetti, persino i sintomi, le storture di ciascuno dei suoi allievi, uno per uno. È, insomma, qualcuno che, innanzitutto, sa amare chi impara, il che significa che sa amare la vite storta.

L’ora di lezione ci ricorda che la Scuola è innanzitutto un luogo dove si va a lezione: perché la lezione è un incontro che può cambiare la vita e aprirci la porta del desiderio.

Jlenia Ermacora

Foto del profilo di Jlenia Ermacora
Jlenia Ermacora è responsabile della Comunicazione, della Relazione con le Imprese e delle Relazioni Internazionali per la Fondazione ISTUD. Dopo il Master in Marketing ha frequentato un corso di specializzazione presso la Wharton Business School e si è occupata di progetti di formazione riguardanti il cambiamento, la strategia e le pratiche legate all'identità. A livello internazionale, ha lavorato nel marketing per i settori entertainment e turismo, e in progetti di formazione a El Salvador, nell'area balcanica e in Portogallo. Dal 2012 collabora con la Tsinghua School of Economics & Management di Pechino e altre istituzioni cinesi allo scopo di implementare la formazione manageriale e aiutare le imprese italiane a far evolvere il loro ruolo, le loro competenze e il loro business a livello internazionale.

Lascia un Commento

x

Guarda anche

business consapevole feat img

Business consapevole: come creare ricchezza attraverso i valori

Principi ed esempi preziosi per la leadership etica e il coaching nel libro del vicepresidente di LinkedIn