Reinventing management

Reinventare il management

Reinventare il management. Per ottenere risultati con scelte più intelligenti Book Cover Reinventare il management. Per ottenere risultati con scelte più intelligenti
Julian Birkinshaw
FrancoAngeli
2013
256

Reinventare il management ha un titolo forse eccessivo se paragonato ai contenuti. Birkinshaw ha scritto un libro, piacevole, a tratti molto interessante ma, a mio parere, poco originale o comunque non rivoluzionario.

La tesi centrale del libro è che il management è stato corrotto dalle corporations. Se oggi management è sinonimo di pianificazione e controllo lo si deve al fatto che è stato plasmato dai bisogni ed esigenze delle grandi organizzazioni. Anche i team sportivi, le famiglie e le comunità sociali necessitano di management, ma le modalità gestionali sono molto differenti da quelle della grande industria.

Per delineare il nuovo management l’autore prende in esame quattro ambiti: il modo di lavorare, i processi decisionali, l’assegnazione degli obiettivi e la motivazione delle persone. Per ognuno di questi ambiti, contrappone il vecchio e il nuovo management. Ecco quindi che, per la gestione operativa, si bassa dalla burocrazia all’emergenza, per il processo decisionale, dalla gerarchia all’intelligenza collettiva, per gli obiettivi, dall’allineamento all’obliquità e per la motivazione da quella estrinseca a quella intrinseca.

Pur non facendo mai riferimenti espliciti alla complessità, non è difficile ritrovare molti dei concetti che sono stati ampiamente studiati in questo ambito di ricerca.

Mi ha colpito positivamente l’uso del termine obliquità in contrapposizione all’allineamento. Per Birkinshaw, le imprese tendono a raggiungere più efficacemente gli obiettivi in maniera indiretta che in maniera diretta e lineare. Cita ad esempio il fatto che chi investe fortemente nei collaboratori, nei clienti e nelle relazioni con gli stakeholder (obiettivi obliqui) raggiunge migliori risultati dell’azienda che punta tutto in maniera totalmente allineata al miglioramento dei risultati economici finanziari. Il concetto non è certo nuovo, ma la disamina che l’autore sviluppa intorno al concetto di obliquità l’ho trovata interessante.

Ho apprezzato anche il riferimento agli esperimenti urbanistici di Hans Monderman che in alcune città olandesi e tedesche (Drachten, Bohmte) ha eliminato gran parte della segnaletica stradale puntando sulla responsabilizzazione e l’auto-coordinamento di pedoni, ciclisti e automobilisti. L’esperimento ha dato risultati molto interessanti e quindi trovo sia corretto citarlo per far vedere una modalità di coordinamento non top-down o coercitiva. Certamente, e fa bene a sottolinearlo Birkinshaw, non può essere efficace in tutti i contesti.

Un libro che sicuramente mette in luce un modo diverso di concepire il management. Un libro quindi di cui c’è bisogno. Ma anche un libro che forse promette più di quello che mantiene.

Alessandro Cravera

Foto del profilo di Alessandro Cravera
Partner di Newton Management Innovation (Gruppo Sole 24 Ore). Docente e coordinatore scientifico del Laboratorio di Sviluppo Manageriale dell’Executive MBA organizzato da ALTIS Università Cattolica e Sole 24 Ore Business School. Insegna Organizzazione del lavoro presso ISIA Roma Design. Si occupa di “Management Innovation” ovvero di ripensare l’organizzazione, la gestione e la strategia d’impresa in coerenza con le dinamiche evolutive dei sistemi complessi e di supportare le imprese nella loro evoluzione. Collabora con L’Impresa ed è membro del Comitato Scientifico del Complexity Institute.

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