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Stefano Scabbio: letture da executive

Stefano Scabbio è presidente Area mediterranea ed Europa Orientale di ManpowerGroup e presidente di Assolavoro, l’associazione nazionale di categoria delle agenzie per il lavoro (ApL). Lo incontriamo a margine del TalentHackaton organizzato da ManPower.

Come lavora il “manager” Scabbio?

La mia prima regola è gestire bene la mia agenda e questa è un’attività che perfeziono ogni giorno. In buona sostanza, dedico circa la metà del mio tempo ai miei collaboratori: con loro faccio il coach, li aiuto a riflettere sulle decisioni che devono prendere. Il trenta per cento lo dedico ai nostri clienti: con loro cerco di capire se stiamo facendo bene o no. Il tempo che mi rimane lo dedico alla presenza esterna: convegni, interviste, testimonianze nel mondo della scuola.

Il presidente Obama dedica una parte della giornata – dalle 19.30 in poi – al lavoro in solitudine per studiare i dossier più complessi, per riflettere… Lei riesce anche a stare un poco da solo?

Sono consapevole che uno dei problemi di chi fa il mio mestiere è proprio quello di riuscire a prendersi dei tempi per pensare ma, mi creda, non è facile, anche perché viaggio molto. Di solito, mi prendo il venerdì pomeriggio per lavorare da solo e poi uso le mie passioni – il giardinaggio e la vela – per pensare alle cose importanti. Le cose migliori nascono spesso in questi contesti.

Trova anche il tempo per leggere?

Certo, in questo senso invece il viaggiare è un aiuto. In più, a casa ho una moglie che scrive romanzi e che mi stimola alla lettura. Alla sera guardo poco la tv: così riesco ancora a leggere qualcosa.

Legge anche libri di management?

Assolutamente sì.

(Si alza, va nel suo ufficio e torna con tre libri decisamente “vissuti”). 

Questi sono gli ultimi che ho letto.

Me li racconta lei?

Partiamo da Rise of The Robots. Technology and the Threat of a Jobless Future (Basic Books) di Martin Ford. È un libro che fa riflettere… Quest’idea dell’innovazione tecnologica che “divora tutto” e che potrebbe rivelarsi non compatibile con gli equilibri sociali non è per nulla scontata, soprattutto perché impone delle risposte che più che tecnologiche sono “politiche”, una fra tutte il reddito di cittadinanza che fa tanto discutere. Un libro che consiglio tantissimo ai giovani è La nuova geografia del lavoro di Enrico Moretti (Mondadori). Fa capire bene perché le differenze economiche tra città e regioni, anziché diminuire – com’era nelle attese di molti – continuano ad aumentare, e perché le imprese e i lavoratori più creativi si siano concentrati in determinati luoghi e non in altri. Purtroppo, in questo scenario l’Italia non fa una grande figura…. Mi è piaciuto molto anche il libro di Salin Ismail Exponential Organizations (Marsilio). Racconta di aziende che, grazie alla tecnologia, non solo riducono i tempi di crescita ma riescono anche a tenere i costi molto bassi. Inoltre la capacità di fare leva sulle idee delle varie community di riferimento consente loro di rivoluzionare interi mercati.

La ringrazio. Parliamo un poco dei “talenti”. Mi da tre caratteristiche che, secondo lei, definiscono un talento?

Direi la curiosità, la passione e lo spirito creativo…

Sono soft skill o “competenze trasversali”. Il know how, le competenze specialistiche non interessano più?

Non me sono dimenticato ma, per quello che vedo io da qui, dal punto di vista delle aziende le soft skill pesano per oltre il 60% mentre le competenze specialistiche contano meno del 40%. Oggi il mercato del lavoro va così….

Ecco, come va il mercato del lavoro nella sua area?

Purtroppo il Sud Europa sconta ancora una crescita limitata: ne fa le spese  la disoccupazione giovanile che non diminuisce. Va detto che almeno la Spagna ha ripreso a crescere. Adesso aspettiamo la ripresa italiana… Per restare in Italia, la riforma del sistema pensionistico ha fatto sì che convivano in azienda ben quattro generazioni. Non era mai accaduto e pochi hanno le idee chiare su come fare.

Alessandro Pegoraro

Foto del profilo di Alessandro Pegoraro
Business Trainer ed Executive Coach, è stato Ad di Yahoo! Italia e Managing Director di Yahoo! South Europe dal 1998 al 2004. Dal 2004 al 2014 ha diretto le relazioni esterne e istituzionali di British Telecom in Italia. Dal ’87 al ’98 ha lavorato al Sole 24 Ore svolgendo numerosi incarichi di staff e di line. Nel ’86 ha partecipato alla fondazione del quotidiano Italia Oggi. Ha iniziato la sua carriera in editoria con Selezione dal Reader's Digest e Ipsoa. L'editoria è rimasta una grande passione, anche se dal '98 Internet e l'ICT sono stati il suo settore di riferimento. I suoi “amori”: la chitarra e la cucina.

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