Where is my desk
L'hashtag #whereismydesk di fronte alla sede di Wingage

Where is my desk?

C‘è chi lavora dall’aeroporto, chi su un treno per Milano, chi in terrazza con tanto di piante e gatto: basta digitare l’hashtag #whereismydesk su Twitter per scoprirlo.

L’hashtag nasce da un’idea di Wingage, società di formazione e comunicazione del gruppo GSO, la quale ha lanciato un’iniziativa chiamata Where is my desk? per riflettere sulla realtà dello smart working e supportare le aziende che vogliano metterlo in pratica.

Oggi infatti, grazie a internet e pc, sempre più aziende stanno abbandonando il modello degli uffici tradizionali con scrivanie, targhette personali e dipartimenti separati, per affacciarsi a una modalità di lavoro nuova. Nel mondo dello smart working la scrivania non è un luogo fisso, ma può cambiare di giorno in giorno, fino a diventare il tavolo della propria cucina.

Questo tema, che tocca da vicino la generazione dei Millennials, sarà discusso in un incontro organizzato da Wingage. Where is my desk? Smart working, spazi di lavoro, community table: conversazioni si tiene il 14 aprile presso la sede della società e vi partecipano i rappresentanti di alcune grandi aziende in cui lo smart working sta diventando una realtà. Si tratta di brand come Coca Cola HBC, Barilla o Microsoft.

«Sembra semplice a dirsi, ma mettere in piedi una realtà di smart working richiede molte competenze diverse» dice Annalisa Galardi, docente di Comunicazione d’Impresa all’Università Cattolica di Milano e partner di Wingage. Per esempio, in caso di lavoro a casa gli orari devono essere ferrei e senza ritardi. Oppure, va considerato il fatto che gli spazi si devono progettare in modo particolarmente attento e studiato.

Lo smart working è quindi anche un problema di design e, per questo, l’incontro è stato organizzato nella cornice del salone del mobile.

Per avere informazioni più dettagliate sull’evento cliccare qui.

Giovanna Girardi

Giovanna Girardi si è laureata in Filosofia all'Università degli Studi di Milano e ha conseguito un master in International Journalism presso la City University London. Tiene un blog di cinema e ha collaborato con diverse redazioni con taglio internazionale, come TPI e Cafébabel.

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